muto incivile accondiscente permeabile

domenica 25 aprile 2010

Che senso ha il 25 aprile dopo la rivoluzione antropologica? . D

Che senso ha? che senso ha? >... combattere questo fascismo totalizzante e , più che mai accentrativo , qual'è il consumismo , con il vecchio antifiascismo è anacronistico. Bisogna , a mio parere conoscere bene il nemico, da dove è nato e cosa ha fatto per estendersi. Essendoci liberati ( o forse solamente aver recuperato il proprio "scendersi nella piazza interiore" )si possono combattere queste oligarchie , stando sempre attenti ,a totalitarismi estremistici. Bisogna scuotere queste coscienze con violenza, per essere tutti coscienti e fortemente autocritici. Ma , niente paura, tutto questo non è immobilismo verbalistico, è un moto . Corriamo!
Agire ,creare, amare sembra essere l'unica svolta per riappropriarci dei valori che con questa A-cculturazione , abbiamo smarrito, per rispolverare magari quelli sani e non istituzionalizzati per riportare al multisenso interiore, ovvero l'opinione.

Tutto questo è razionale , e forse lucido.
Non sono una persona.
Dunque ,
gemmo.

Il 25 aprile festa della verità.

passo e non chiudo.

2 commenti:

john alabarda ha detto...

Condivido, sottoscrivo, ingurgito quello che hai scritto. Credo anche io che i vecchi strumenti di lotta siano superati, che il nemico sia diverso, che il nemico si possa identificare con una parola, univoca, elettroshock di massa _ IGNORANZA.

E, come tu dici, bisogna agire, bisogna finirla di provare odio solo per il proprio colon e intestino, bisogna muovere gli arti e i muscoli facciali, arrivare la dove nessuno ha tentato di arrivare, spargere il seme dell'empatia, della solidarietà, dell'amore, arrivare non al compromesso storico ma all'amplesso storico. Amore collettivo, amore diffuso, generico se si vuole, ma diffuso.

Azioni disturbanti, a volte rivoltanti. Via tracciate dai Futuristi cento anni fa che, con prepotenza marinettiana ritornano, qui, ora. Perchè sono sempre convinto che i futuristi e il futurismo non erano stati capiti.

E allora riportiamo finalmente in auge il multisenso interiore.

Bellissimo articolo.

Grazie.

Dodo Reale ha detto...

Lo scendere nella piazza interiore è purtoppo cammino diffile e duro, quasi elitario, di pochi. Probabilmente servono figure formate, dei "Virgilio 2.0" che invece di curarsi del ligabuonissimo bambino che in noi ha gli occhi, scortano e guidano il nostro Dante interiore nel viaggio attraverso Purgatorio, Inferno, Paradiso...
un abbraccio dal Dodo Reale e complimenti anche a John Alabarda

"La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Con le palpebre chiuse s'intravede un chiarore
che con il tempo e ci vuole pazienza,
si apre allo sguardo interiore: Inneres Auge, Das Innere Auge" (Franco Battiato)